Monthly Archives: febbraio 2014

articolo campo invernale di reparto

Campo Invernale di reparto gruppo A.G.E.S.C.I Zogno1°

 

ET L’extra terrestre.

 

Partenza da Zogno sabato 4 gennaio di mattina, destinazione Gromo S. Marino in val Seriana.

Verso mezzogiorno arriviamo al paesello bagnato da piogge monsoniche che ci accompagneranno fino al giorno seguente.

Sbarcati dal pullman i ragazzi si incamminano per l’accogliente casa parrocchiale che ci ospita. Ex asilo.

Giunti in casa e dopo aver salutato il nostro caro branco (i ragazzi scout più piccoli), sentiamo alcuni spari provenienti da lontano. Guardando dalle finestre sembrano arrivare da dietro la collina della chiesa.

Il reparto si reca sul posto per vedere cosa ha provocato tale rumore e con gran sorpresa trova un Extraterrestre. ET.

Gromo san Marino? Noooo! Siamo in California e davanti a noi c’è un vero Extraterrestre.

<L’asrtronave è giunta sulla terra per compiere dei rilevamenti sulle piante: l’arrivo sul luogo di alcuni scienziati terrestri, però, sconvolge i piani degli osservatori galattici e li costringe a ripartire immediatamente. A terra, isolato, resta un membro dell’equipaggio che, per sfuggire agli umani, comincia a vagare nella foresta..

In una casa dei sobborghi di San Francisco, il piccolo Elliott, 9 anni, vive con il fratello maggiore

Michael, la sorellina Gertie e la madre (Mary), che lavora per mantenere la famiglia in mancanza

del padre, assente. Uscendo di casa per prendere la pizza, Elliot incontra lo scienziato alieno. Il

ragazzino lo accoglie come un nuovo fratello, gli dà il nome di E.T. (acronimo di Extra Terrestre), lo accudisce e lo nasconde dalla madre, rivelando la sua presenza solo ai fratelli Gertie e Michael>.

Dopo pranzo i ragazzi si eserciteranno e sfideranno per comunicare con l’astronave in diversi modi, uno di questi il messaggi morse.

Visto le pessime condizioni meteo si organizza come esercitazione una gara a battaglia spaziale nei saloni della casa, in comunicazione morse con bandiere.

Come al solito non è possibile portare avanti una cosi difficile missione senza forse, come sempre alle 17.00 si fa merenda.

Prima di cena si terminano le ultime sfide di comunicazione e si dedica qualche minuto al momento di riflessione.. grazie a Jacopo che l’ha curato in modo accuratissimo.

<Elliot, il piccolo protagonista, è piuttosto solo: i due fratelli sono troppo distanti da lui (troppo grande Michael, troppo piccola Gertie), il padre è completamente assente e la madre lavora per mantenere la famiglia ed è spesso fuori casa. È dunque a causa di questa solitudine, che E.T. diventa l’amico del cuore di Elliott: gli adulti sono tenuti all’oscuro della sua presenza e non a caso Elliott dice a Gertie che i “grandi” non possono vederlo.

Così, soltanto quando il pericolo esterno rappresentato dagli adulti (gli scienziati cattivi) minaccia irreparabilmente il futuro di E.T., i tre ragazzi decidono di rivelarne la presenza alla madre, che però, spaventata, lo rifiuta istintivamente. I ragazzi dovranno “fare da soli” contando sulle loro forze per aiutare il loro amico galattico a ritrovare la via di casa. Elliott non sarà meno bambino, ma certo diventerà più maturo, perché ha imparato a contare sulle sue forze e a difendere i suoi valori e affetti contro il mondo dei “grandi”, spesso troppo oppressivo e totalmente fuori sintonia rispetto a quello dei “giovani”.

La nostra storia mostra così una grande distanza fra un mondo adulto ossessionato dalla logica scientifica (il governo che vuole impossessarsi dell’alieno e gli scienziati che vogliono studiarne il DNA) e quello dei bambini, privo dell’esasperata razionalità degli adulti e rivolto verso una dimensione universale degli affetti.

PREGHIERA: Gesù e i bambini

Dal Vangelo secondo Marco

[In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini] perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva.

(Marco 10,13-16)

Dal Vangelo secondo Matteo

Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande»>.

Dopo cena, radunati al solito cerchio di bivacco allietato da canti e scenette, giochi e bans trascorriamo la serata fino all’ora di riposo.

Il secondo giorno

Sveglia ore otto, non troppo presto ma già tardi per andare a messa.

Qualcuno dice.. Sono già le otto passate, la messa è alle nove !! sbrighiamoci!!

Sveglia colazione toilette e su via, ci precipitiamo in chiesa, ore nove puntuali. Chiesa semi deserta, ops!

Che gli scienziati abbiano fatto evacuare la chiesa oppure la messa è alle 9:30?

Dopo messa ricomincia l’avventura, gli scienziati terrestri cercano disperatamente ET; lo si deve nascondere. Scenetta . . ; <A Halloween i tre vestono E.T. come un fantasma così da poterlo far uscire di casa. Elliott accompagna l’alieno fino alla foresta, dove E.T. riesce a mandare con successo un segnale al suo pianeta natale. Il mattino seguente, Elliott si sveglia notando la mancanza di E.T. e ritorna a casa, angosciato per la sua assenza. Michael trova E.T. morente nella foresta e lo porta da Elliott, anch’esso in punto di morte. Mary, di ritorno dal lavoro, trova il figlio moribondo e viene a conoscenza dell’alieno. Spaventata, scappa con i figli, ma viene bloccata da alcuni agenti del governo. Degli scienziati costruiscono una struttura medica in casa, mettendo in quarantena Elliott ed E.T., ma l’extraterrestre muore improvvisamente. Elliot sta per dire addio all’amico, quando nota che il fiore nel vaso di Gertie sta tornando in vita: E.T. incredibilmente ritorna in vita e dice che i suoi compagni alieni stanno tornando a prenderlo>.

Per sgranchirci un pochino visto che il tempo lo permette, una sana partita a Roverino, poi si inizia una grande caccia al tesoro in casa. Ogni stanza un indizio per trovare la successiva e il posto dove cercare.

Ogni squadra e a sua volta ogni componente della squadra si mette alla prova e alla fine si arriva a capire cosa è il tesoro, L’AMICIZIA.

Prima di cena momento di revisione sugli impegni presi l’anno precedente nelle cose personali che si potrebbero migliorare.

Arriva l’ora di cena e come a pranzo dopo mangiato e aver fatto le coorves cioè lavoretti di squadra per tenere pulita la casa, verso le ore 21.00 ci ritroviamo in cerchio per il bivacco serale.

A fine bivacco momento di riflessione e . . poi nanna.

<L’alieno E.T. scende dal cielo sulla Terra con il suo messaggio di amore per la vita, compie miracoli, piace ai semplici (i bambini) ma viene osteggiato dai sapienti (gli adulti), viene perseguitato e muore, risorge e torna al cielo. No, la nostra storia non è una parabola religiosa, ma è comunque un grande affresco sulla forza della vita: E.T. diviene il crocevia vivente fra le forme di vita più variegate, sia animale che vegetale, sia terrestre che extraterrestre. Le tappe della sua esistenza, in effetti, sono contrassegnate delicatamente dal vigore o dalla debolezza di una pianta (grazie alla quale, per esempio, Elliott si accorge della sua resurrezione); sempre grazie a lui, durante l’ora scolastica di scienze, Elliott libera le rane destinate alla vivisezione.

Infine, come abbiamo visto ieri, c’è il legame che l’alieno viene naturalmente ad instaurare coi bambini, notoriamente più sensibili degli adulti (perché meno corrotti dai legami materiali), ed in particolare il rapporto di amicizia che l’alieno sviluppa con Elliot, un’unione così profonda da far

quasi diventare una cosa sola le vite dei nostri due protagonisti.

PREGHIERA: la vita per i propri amici

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho

osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.

(Giovanni 15, 9-17)>.

Terzo giorno lunedì 6 gennaio.

Sveglia, ginnastica, colazione . . . sistemazione zaini e letti, pulitura della casa da parte di tutti i ragazzi e su via, pronti per l’ultima sfida.

Giocone dove si recupera un materiale per le segnalazione a distanza, per far arrivare l’astronave extraterrestre e far cosi ripartire e tornare a casa ET.

Momento di riflessione:

<Il senso dell’attività scout

Jake Benny, un famoso attore americano degli anni ’30 e ’40. È celebre per aver coniato una formula destinata a rimanere nell’immaginario collettivo dei critici dello scautismo: “Gli scout sono bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini”.

Quante volte vi sarà capitato a scuola o nella vita di tutti i giorni di nascondere il fatto di

frequentare gli scout, o quantomeno di temere il giudizio dei conoscenti? Beh, se non vi è ancora capitato ben per voi: ammetto che a me è successo diverse volte. Ma cosa c’entra tutto questo con

l’avventura del nostro amico extraterrestre sulla Terra? Lo vediamo subito.

Voi, ormai, non siete più bambini: siete in un età di mezzo nella quale siete troppo grandi per essere dei bambini, ma non ancora grandi abbastanza per essere adulti. Nemmeno i vostri capi sono più dei bambini: il tempo va sempre avanti e non può essere fermato; restare piccoli non si può. Non è infatti questo l’obiettivo di ciò che facciamo insieme, non vogliamo diventare e farvi diventare come Peter Pan. Ciò che invece cerchiamo di fare è di crescere senza

diventare come Mary o gli scienziati della nostra storia, perdendo la capacità di disporci entro l’atteggiamento di un bambino come Elliot, disposto a ricevere e dimostrare il proprio affetto senza paura, a non vedere in chi gli sta di fronte un concorrente o una minaccia. In questo senso, forse, speriamo davvero di rimanere un po’ bambini: crediamo che ne valga davvero la pena, anche al costo di essere chiamati “cretini”.>.

Nel pomeriggio sistemazione ultime cose, gioco di gruppo e momento importante del CONSIGLIO DELLA LEGGE dove ognuno fa una revisione di se stesso durante il campo, e di come è andato in generale il campo.

Nel tardo pomeriggio, quasi con l’imbrunire . verso le 16.00 ecco in lontananza il rumore della corriera che con destrezza ci riconduce a Zogno.

 

Buon sentiero.

 

 

 

Le grandi sfide dell’educazione – Ciclo di incontri pubblici

Segnaliamo questa iniziativa promossa dalle Associazioni
A.S.D. RUGBY ZOGNO VALBREMBANA e RETE DEL VOLONTARIATO

Le grandi sfide dell’educazione

Domande, dubbi e riflessioni a confronto

interviene:
Prof. RAFFAELE MANTEGAZZA
Docente di Pedagogia Interculturale
Università di Milano – Bicocca.

 

14 febbraio 2014 –  Zogno (Sala polifunzionale delle Scuole Medie): “Come ci ricorderanno i nostri figli? L’adulto come modello”

21 febbraio 2014 –  S. Giovanni B. (Sala Polivalente Comunale): “Il sapore del sapere. Il senso della scuola”

28 febbraio 2014 – S. Pellegrino T. (Oratorio): “Abbracciati davanti al buio. Parlare della morte”

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